Relitto del Kent

Un Gigante Addormentato

Il Relitto del Kent, soprannominato anche "la Nave dei Corani", giace su un fondale sabbioso a circa 52 metri di profondità.

La sua posizione in assetto di navigazione, la grandezza e le imponenti sovrastrutture lo rendono un vero e proprio colosso sommerso.

La Storia

Il 7 luglio 1978 il Kent iniziò ad imbarcare acqua a causa di un incendio scoppiato nella sala macchine. L’intero equipaggio fu costretto ad abbandonare.
Il cargo si inabissò adagiandosi in perfetto assetto di navigazione su un fondale sabbioso compreso tra i 37 e i 51 metri.

Il Kent era un cargo battente bandiera cipriota costruito nel 1957, di lunghezza pari a 75 metri di circa 783 tonnellate, di proprietà del greco Tsourinakis Thomos.
Non fu possibile salvare nulla del suo carico, composto da 20 tonnellate di sacchi di polietilene, 1400 kg di sigarette, 27 tonnellate di carburante, 32 tonnellate di zampironi e corani.
È proprio il ritrovamento di numerosissime copie del Corano a suscitare grande interesse: i libri giacciono tutt’ora sul fondale sabbioso.

Nel 2015 la Soprintendenza del Mare diretta dal Prof. Sebastiano Tusa, ha inserito il relitto del Kent tra gli itinerari archeologici subacquei promossi dal progetto Cul.Tur.A.S. (Cultura e Turismo Attivo e Sostenibile).