A SAN VITO LO CAPO CI SONO TRE ITINERARI ARCHEOLOGICI SUBACQUEI
Nel 2015 la Soprintendenza del Mare diretta dal Prof. Sebastiano Tusa, ha ritenuto opportuno inserire i siti, già oggetto di studio, denominati “Relitto delle macine” ed “Anfore” negli itinerari archeologici subacquei, ricadenti nel territorio di San Vito Lo Capo, promossi dal progetto Cul.Tur.A.S. (Cultura e Turismo Attivo e Sostenibile), insieme al “Relitto del Kent”.
Il progetto Cul.Tur.A.S. è un progetto strategico, finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia Tunisia 2007 – 2013, che mira ad identificare e implementare nuovi modelli per la valorizzazione turistica del patrimonio archeologico e lo sviluppo economico territoriale, attraverso l’applicazione della metodologia del marketing management e dei principi dello sviluppo sostenibile.
gli Itinerari Archeologici Subacquei sono:
Sito delle Anfore
Il sito delle anfore giace riparato all’interno del golfo, fra il Capo S. Vito e la diga foranea del porto, ad una profondità compresa tra i 18 e i 22 metri ed è caratterizzato da sabbia e posidonia e dalla presenza di diversi frammenti ceramici di epoca greca e romana, databili in un’arco di tempo che va dal IV sec. a.C. al VII sec. d.C., con alcuni appartenenti anche al XIII.
Questo sito può essere visitato da subacquei meno esperti di 1° livello.



Sito macine
Il sito delle “macine” si trova all’interno del golfo di S. Vito lo Capo, ad una profondità compresa tra i 15 e i 18 metri ed è caratterizzato da sabbia e posidonia, sul fondo sono visibili materiali litici e ceramici, la forma dominante è quella di tipo romboidale riconducibile ad un uso domestico usata in coppia con altra struttura litica, presente nel sito di forma quadrangolare. Le prime ricerche bibliografiche ci riconducono ad un uso di tali macine in periodi che vanno dal V fino al I millennio.
Questo sito può essere visitato da subacquei meno esperti di 1° livello.

Kent
Il relitto si trova all’interno del golfo della Tonnara e rappresenta un’immersione molto interessante per gli amanti dei relitti moderni, si tratta di un mercantile di circa 75 mt. affondato negli anni ’70. Si scende nel blu lungo la cima guida e già a 35 mt. si inizia a vedere il castello di poppa, occorrono almeno due immersioni per visitare interamente lo scafo.
La visita al relitto necessita di una preparazione tecnica, adatto a subacquei esperti.



il 7 luglio 1978 il Kent iniziò ad imbarcare acqua a causa di un incendio scoppiato nella sala macchine. L’intero equipaggio fu costretto ad abbandonare. Il cargo si inabissò adagiandosi in perfetto assetto di navigazione su un fondale sabbioso compreso tra i 37 e i 51 metri.
Il Kent era un cargo battente bandiera cipriota costruito nel 1957, di lunghezza pari a 75 metri di circa 783 tonnellate, di proprietà del greco Tsourinakis Thomos.
Non fu possibile salvare nulla del suo carico, composto da 20 tonnellate di sacchi di polietilene, 1400 kg di sigarette, 27 tonnellate di carburante, 32 tonnellate di zampironi e corani.
È proprio il ritrovamento di numerosissime copie del Corano a suscitare grande interesse: i libri giacciono tutt’ora sul fondale sabbioso.
